La guerra di Putin

Navi con bandiera ombra e merci russe nel mirino dell’Occidente. Un caso anche in Italia

 

L’Occidente non può legalmente chiudere il Mar Baltico alle petroliere che trasportano petrolio russo, ma queste sono “nel mirino” della Danimarca. Lo ha affermato l’ambasciatore russo a Copenhagen, Vladimir Barbin, in un’intervista alla Tass, rispondendo a una domanda sull’attuale passaggio delle navi russe attraverso lo Stretto del Baltico e sulla posizione della Danimarca sull’idea di bloccare il Mar Baltico alle navi russe. “Copenaghen sta prendendo di mira le petroliere che trasportano petrolio russo. Il controllo su di esse è stato rafforzato mentre attraversano lo Stretto del Baltico e ricevono assistenza mentre sono all’ancora”, ha affermato il diplomatico. “Tuttavia, bloccare il Mar Baltico alle navi russe con mezzi legali è impossibile”, ha sottolineato Barbin. “Il diritto internazionale garantisce il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto Baltico. La parte russa dà per scontato che Copenaghen lo comprenda e riconosca”. Piccolo caso anche in Italia dove la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane di Brindisi nei giorni scorsi hanno sequestrato nel porto del capoluogo pugliese una nave, battente bandiera di una piccola isola dell’Oceania, proveniente dalle acque territoriali russe del mar Nero, e il relativo carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso trasportato in violazione delle sanzioni adottate nei confronti della federazione russa in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina. Il Regolamento Ue 833/2014 e le successive integrazioni prevedono il divieto sia di effettuare operazioni commerciali in determinate localita’, inclusi alcuni porti della Federazione russa, sia di importare determinate categorie di merci, nonche’ l’applicazione di sanzioni nei confronti di una serie di persone fisiche e giuridiche incluse in ‘black list’. Il ‘sequestro preventivo di urgenza’ e’ stato convalidato dal gip di Brindisi e confermato dal Tribunale del Riesame; l’importatore, l’armatore e alcuni componenti l’equipaggio sono indagati con l’accusa di aver eluso le misure restrittive dell’Unione europea.

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