Cavalese non dimentica. A 50 anni dal più grave disastro funiviario del ventesimo secolo la comunità trentina ricorda quel 9 marzo 1976 quando si spezzò la fune portante di acciaio della funivia del Cermis mentre la cabina stava scendendo a valle. Dopo un volo di oltre 200 metri la cabina si sgretolò contro la parete della montagna rotolando per altri 100 metri. Il bilancio della tragedia: 42 vittime di cui 21 turisti tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese. Quindici vittime dei bambini di età compresa tra i 7 e i 15 anni. Unica sopravvissuta una ragazzina milanese di 14 anni che era in gita scolastica. Ventidue anni dopo, il 3 febbraio del 1998, un’altra tragedia colpì la funivia del Cermis. Un aereo militare Usa tranciò i cavi della funivia provocando 20 morti.
