“La nostra mission è molto chiara: facilitare l’azione delle imprese, incentivare lo sviluppo
tecnologico, allargare la base produttiva. Dobbiamo avere un ruolo propulsivo per invertire la tendenza recessiva e riattivare i meccanismi della crescita. Le previsioni non sono buone, quelle dell’Istat come quelle dell’Ufficio del Bilancio dicono che è finita la fase espansiva e stiamo entrando in un periodo di recessione. Per qualcuno potrebbe durare anche un
anno”. Lo ha detto Adoldo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy in una intervista al Corriere della Sera. “Vorremo fare del nostro ministero qualcosa di diverso dal ministero delle crisi come spesso viene percepito o persino di ostacolo burocratico allo sviluppo, cosa paradossale ma accaduta. Il Mise deve diventare il ‘difensore civico’ delle imprese, che le
accompagna nello sviluppo e negli investimenti, anche esteri, per costruire l’autonomia strategica europea nelle principali filiere produttive. Penso al digitale, ai chip e ai semiconduttori, alle batterie elettriche ma anche ai microprocessori, ai nuovi materiali, alla sfida spaziale, alla riconversione del settore siderurgico”, ha aggiunto. Poi Lollobrigida, altro ministro influente del Governo Meloni: “Lavoreremo con discontinuità rispetto al governo precedente ma ovviamente in piena collaborazione anche con quelle cose che sono state fatte di positivo e sicuramente con quella impostazione che abbiamo contribuito a rafforzare di una Italia più credibile e forte sul piano internazionale. Giorgia Meloni ancora prima di diventare presidente del Consiglio ha avuto modo di trattare il tema con il presidente Draghi in un’azione comune. Lavoreremo ad un’Italia più credibile nel mondo”. In un’intervista a Il Messaggero, Lollobrigida aveva definito l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni un governo di “destra-centro”. Sul piano internazionale, il neo-ministro indica come obiettivo quello di “ridare centralità all’Italia in Europa” e per farlo è “fondamentale approfondire i rapporti con la Francia”. “Se ora siamo il fanalino di coda in Europa, è perché’ gli altri hanno lavorato per rafforzare i loro Paesi, mentre noi abbiamo lavorato per rafforzare Francia e Germania”. E ancora: “Il prodotto italiano è di eccellenza e lo vogliamo tutelare come fanno le altre nazioni” ha sottolineato il titolare del dicastero di Via Venti Settembre. “Difendiamo i valori, i prodotti tradizionali che raccontano la storia dell’Italia”. “Il sovranismo alimentare non nasce a destra”, sottolinea il ministro. “Significa ridare centralità al contadino, al piccolo imprenditore, alla filiera corta. Sia nell’allevamento sia nelle coltivazioni”. In un’altra intervista, rilasciata al Corriere della Sera, sottolinea: “Sovranità alimentare non è un concetto fascista, ma un principio che governi socialisti hanno addirittura messo in Costituzione”, come Ecuador e Venezuela. Per Lollobrigida, “ogni nazione dovrebbe avere il dovere e il diritto di difendere le proprie eccellenze alimentari, che “non significa mettere al bando prodotti stranieri”.
