A Washington si è svolto il primo incontro ufficiale tra i rappresentanti del governo di Kiev e il nuovo curatore americano per l’Ucraina, Keith Kellogg. L’incontro è stato ospitato dall’ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti, Oksana Markarova.
Secondo la signora Markarova, la discussione è stata “sostanziale”, ma non ha specificato di cosa hanno discuss. Anche il responsabile dell’ufficio di Zelensky, Andriy Yermak, ha parlato con curatore americano della sua futura visita in Ucraina, che, secondo diverse fonti, potrebbe aver luogo nelle prossime settimane.
Inoltre, Yermak ha discusso con Kellogg della situazione attuale in prima linea e dei futuri incontri alla conferenza di Monaco, a cui parteciperà anche l’inviato di Trump.
Come ha dichiarato Kellogg in un’intervista al quotidiano americano New York Post, gli Stati Uniti insisteranno sulla cessazione delle ostilità in Ucraina e solo in seguito avvieranno negoziati più dettagliati per una soluzione pacifica del conflitto armato. Inoltre, Washington vede la necessità di negoziati diretti tra Kiev e Mosca.
Secondo il piano dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, entro la fine dell’anno dovrebbe essere concluso un cessate il fuoco e cessate le ostilità, dopodiché in Ucraina si terranno delle elezioni, il vincitore delle quali potrà concludere un accordo di pace a lungo termine con la Russia. Per fare pressione sulla Russia affinché convinca Mosca a fare determinate concessioni, Kellogg propone di inasprire significativamente le sanzioni contro il settore petrolifero russo.
Il 2 febbraio il presidente ucraino ha reagito alle voci ormai ampiamente diffuse da tutti i media secondo le quali statunitensi e russi stanno già “parlando” a vari livelli per risolvere il conflitto ucraino e temendo il rischio di venirne escluso ha concesso una intervista alla Associated Press affermando
“Se ci saranno colloqui diretti tra America e Russia senza Ucraina, è molto pericoloso, Potrebbero pure avere loro relazioni “– ammette– ma tali negoziati fra i due consentirebbero a Putin di “dimostrare che aveva ragione ottenendo . impunità e compromesso”, inoltre “ciò significherà che chiunque può agire allo stesso modo. E questo sarà un segnale per altri leader dei grandi paesi che pensano di fare lo stesso.”
Il giorno prima lo stesso Domald Trump aveva confermato che la sua amministrazione ha in corso discussioni “molto serie” con Mosca, ma non ha elaborato. Un piano dettagliato
Per parte sua Kiev aveva già avuto contatti con l’inviato speciale di Trump per l’Ucraina Keith Kellogg, nonché con il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Mike Waltz e il vicepresidente JD Vance. Inoltre Zelenskyy e Trump si sono già incontrati brevemente due volte grazie a un intervento del presidente francese Emmanuel Macron, ma di quei colloqui non è trapelato nulla, ma il presidente ucraino sta facendo fa pressioni per un altro colloquio diretto con quello americano.
“Innanzitutto, dobbiamo tenere un incontro con lui. Credo che dopo il nostro discorso con Trump dovremmo passare a una sorta di formato di conversazione con i russi. Vorrei vedere gli Stati Uniti, l’Ucraina e i russi al tavolo dei negoziati perché stanno combattendo contro di noi. E la voce dell’Unione Europea deve essere presente ”, ha detto alla Associated Press.
Nel frattempo, strumentalmente ignaro della contraddizione, sta spingendo gli alleati europei perché non parlino della fine del conflitto alle spalle dell’Ucraina poichè “solo la pace attraverso la forza può fermare Putin”.
Una serie di risposte indirette a Rubio il quale aveva affermato, fuori dal coro mediatico occidentale “pensiamo che ciò che Putin ha fatto sia stato terribile, invadendo il paese e con le atrocità che ha commesso” ma è stato “disonesto aver portato le persone a credere che l’Ucraina sarebbe stata in grado di respingere la Russia per come già appariva il mondo nel 2012 o nel 2014 prima che i russi prendessero la Crimea. E il risultato che ciò che hanno chiesto è di finanziare una situazione di stallo prolungata in cui continua la sofferenza umana … e deve finire”.
La scorsa settimana Putin affermava che Zelenskyy non ha il diritto di firmare potenziali accordi di pace, poiché ha perso la legittimità sull’’Ucraina che non può tenere elezioni nel corso del conflitto, problema che tuttavia Kiev non ritiene così essenziale.
Tutte queste voci di trattative e presunti piani di pace hanno immediatamente suscitato l’ira di Zelensky. Un’ira che si trasforma in propaganda quando, in evidenti difficoltà. afferma che l’Ucraina ha difeso le “democrazie” occidentali impedendo all’esercito russo di invadere l’Europa “distruggendo” la potenza militare russa.
“L’Ucraina ha distrutto la potenza militare della Russia – afferma- La Russia non è più la principale minaccia per gli Stati Uniti. L’Ucraina ha distrutto il suo personale militare più esperto. Ora gli Stati Uniti comprendono appieno il modo in cui combatte l’esercito russo. Si tratta di conoscenze di inestimabile valore per l’America e la NATO”.
-Dichiarazioni che poco hanno di pacifico semmai molto della su disperazione rispetto all’evolversi della situazione diplomatica e militare. Se Zelensky millanta il merito della sua “vittoria” non esita ad affermare, rivolto agli Stati Uniti che. “l’’America non è stata costretta a mandare i suoi figli e le sue figlie a morire. L’Ucraina ha fermato la Russia. Non abbiamo permesso loro di invadere nessun paese della UE”.
Come è evidente ormai il presidente ucraino si sta lasciando andare a considerazioni contrastanti, non ultima quella di dotare l’Ucraina di armamento atomico ove non dovesse aderire alla NATO, posizioni che comunque continuano ad avere un certo credito in alcune cancellerie europee.
E’ noto anche che Trump vuole rifilare la ricostruzione dell’Ucraina all’Europa e probabilmente i 500 miliardi inizialmente previsti non saranno nemmeno sufficienti, ma è anche un modo grossolano per dire all’Europa “l’Ucraina è un problema vostro”….nel frattempo io ricostruisco la striscia di Gaza.
GiElle
