Politica

Iran: informativa ministri tra polemiche, scuse Crosetto per viaggio a Dubai. Opposizioni, Meloni subito in Aula

 

di Alessandra Lemme (*)

 

La crisi mediorientale accende le tensioni politiche tra maggioranza e opposizione e l’informativa dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, diventa motivo di ulteriore scontro. Il titolare della Farnesina ribadisce ai parlamentari quanto già detto nei giorni scorsi: il governo è concentrato sulla sicurezza dei connazionali ancora bloccati nelle zone interessate dal conflitto per farli rientrare appena possibile e mantiene i contatti con leader e capi di Stato per evitare una ulteriore escalation. La posizione dell’Italia è quella della Ue, aggiunge Tajani e, come gli altri Paesi, anche l’Italia non è stata avvertita dell’attacco da parte di Israele e Stati Uniti.

 

Le opposizioni restano critiche e incalzano chiedendo quale sia la posizione di Palazzo Chigi nei confronti dell’attacco all’Iran: “Khamenei era un dittatore sanguinario di cui non sentiremo certo la mancanza”, afferma la segretaria del Pd Elly Schlein che però dice no a “pericolose azioni militari unilaterali fatte in violazione del diritto internazionale e scavalcando ogni tipo di sede multilaterale”. Poi la richiesta alla premier Meloni, affinché in Aula riferisca su “qual è la strategia del governo”. Sulla stessa linea il messaggio che arriva dagli altri leader del centrosinistra, cui fa seguito una lettera ai presidenti di Camera e Senato con la quale Pd, M5S, Avs, Azione, Iv e Più Europa chiedono un’informativa urgente della presidente del Consiglio al Parlamento.

 

Il presidente M5S Giuseppe Conte parla senza mezzi termini di “disastro”: “Vorremmo da parte del nostro governo la capacità di condannare le iniziative unilaterali contro il diritto internazionale”, dice l’ex premier chiedendo al ministro Crosetto di chiarire sulla vacanza a Dubai che l’ha bloccato negli Emirati dopo l’attacco. Poi la frecciata indirizzata al titolare degli Esteri andato “al Board of Peace di Trump con il cappello Maga in mano”.

 

Immediata la replica Tajani che risponde piccato: “A me Trump non mi ha mai chiamato Tony a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di amicizia lo avrà lei”. “Io non sono stato mai in ginocchio né da Merkel né da Trump come ha fatto lei – è l’affondo – E non mi vergogno di niente”. In commissione si alza la bagarre tra le proteste dell’opposizione, a cominciare da Conte che risponde: “Per me non è una questione personale ministro, lei si offende, e dice che Trump non l’ha mai chiamata Tony, ma il problema qui è politico ed è che Trump non vi chiama proprio, o lo fa solo per firmare accordi insostenibili e per darle un cappello in mano”.

 

Dal canto suo il ministro Crosetto, in riferimento al suo viaggio a Dubai dal quale è rientrato su un volo di Stato pagando a sue spese il biglietto, prova a chiudere le polemiche spiegando: “Sono stato io a rendere pubblico di essere rimasto a Dubai e ho scelto di restare, avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, ma lì c’erano i miei figli e sono dopo averli accompagnati a Mascate, sono rientrato”. “Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, aggiunge. “Nonostante anche parte dell’opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell’aereo vuoto – conclude – non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”.

(*) La Presse

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