Esteri

La TotaleEnergies francese complice di un massacro in Mozambico?

 

di Giuliano Longo

Il 17 novembre, una ONG europea per i diritti umani ha presentato una denuncia penale alla procura nazionale antiterrorismo di Parigi, accusando TotalEnergies di complicità in crimini di guerra, torture e sparizioni forzate, tutti avvenuti nel nord del Mozambico.

Le accuse ruotano attorno a un massacro, riportato lo scorso anno dalla pubblicazione POLITICO, secondo il quale i militari del Mozambico avevano  stipato 200 uomini in un container presso  un enorme impianto di liquefazione del gas che la TotalEnergies sta costruendo nel paese, uccidendone la maggior parte  nei tre mesi successivi.

 

La denuncia, presentata dall’organizzazione no-profit Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (ECCHR), sostiene che TotalEnergies si è resa complice del “cosiddetto ‘massacro dei container’ perché ha “finanziato direttamente e sostenuto materialmente” i soldati mozambicani che hanno eseguito le esecuzioni, avvenute tra giugno e settembre 2021.

“TotalEnergies sapeva che le forze armate del Mozambico erano state accusate di sistematiche violazioni dei diritti umani, eppure ha continuato a sostenerle con l’unico obiettivo di proteggere la propria struttura“, ha affermato la co-direttrice del programma per le imprese e i diritti umani presso l’ECCHR, un gruppo con sede a Berlino specializzato in diritto internazionale che ha trascorso l’ultimo anno documentare l’atrocità.

In risposta alla denuncia, un portavoce dell’azienda a Parigi ha dichiarato CHE “TotalEnergies prende molto sul serio queste accuse” e “rispetterà le legittime prerogative investigative delle autorità francesi”. Ma recentemente la sua controllata Mozambique LNG, dichiarava a POLITICO di non essere a conoscenza degli omicidi nei container, aggiungendo che la sua “ampia ricerca” non aveva “individuato alcuna informazione né prova che potesse corroborare le accuse di gravi abusi e torture“.

Posizione ribadita giorni fa  dal portavoce della società.

Interrogato a maggio dall’Assemblea nazionale francese in merito agli omicidi, il CEO di Total Pouyanné ha respinto “queste false accuse” e ha chiesto agli accusatori dell’azienda di “mettere le prove sul tavolo”. Ma nell’ultimo anno, le uccisioni nei container sono state confermate dal quotidiano pariigino Le Monde e dall’organizzazione giornalistica no-profit britannica Source Material..

Il massacro sarebbe stato una rappresaglia per un devastante attacco compiuto tre mesi prima da ribelli affiliati all’ISIS nella vicina città di Palma, appena a sud del confine con la Tanzania, che ha ucciso 1.354 civili, tra cui 55 dipendenti di Total,  Di questi, l’ISIS ne ha decapitati 330, mentre .

Dopo che i jihadisti hanno lasciato la zona a fine giugno, i commando mozambicani di stanza presso la concessione di gas della Total hanno radunato 500 abitanti del villaggio e li hanno accusati di sostenere i ribelli.  Poi hanno separato gli uomini dalle donne e dai bambini, hanno violentato diverse donne e poi hanno costretto i 180-250 uomini a entrare in due container metallici senza finestre, unastruttura che formavano un rudimentale ingresso fortificato allo stabilimento della Total.

Prigionieri con una temperatura di 30 gradi  per tre mesi 11 di loro sono morti soffocati mentre tutti venivano nutriti con manciate di riso e a tappi di bottiglia d’acqua e alcuni già morivano di fame o di sete. Dopo averli picchiati e torturati gli altri venivano  portarli via a gruppi e a giustiziati. Solo 26 uomini sono sopravvissuti  salvati quando una forza d’intervento ruandese, schierata per combattere l’ISIS.

Oltre alla nuova denuncia dell’ECCHR e all’inchiesta britannica è seguita anche dal governo olandese, che sta indagando sui 1,2 miliardi di dollari di finanziamenti statali olandesi per il progetto di TotalEnergies.

Secondo la rivista cattolica dei missionari “Nigrizia” il progetto Total vede anche un considerevole coinvolgimento italiano con l’agenzia di credito all’esportazione SACE, che dovrebbe rilasciare una garanzia di 950 milioni di euro, con cui coprire i prestiti per le operazioni di Saipem, tra cui quello di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) del valore di 650 milioni di euro.

Il supporto finanziario di SACE e CDP in Mozambique LNG era stato confermato dal governo nella risposta all’interpellanza urgente sulla questione presentata dall’onorevole Angelo Bonelli lo scorso 24 gennaio.

Per chiarire il contesto della situazione nel paese africano va ricordato che Dopo le elezioni generali del 9 ottobre 2024, il Mozambico è sprofondato in una crisi politica e di sicurezza incontrollabili.

 

Il Fronte di Liberazione del Mozambico (Frelimo), partito al potere dall’indipendenza nel 1975, ha dichiarato la vittoria del suo candidato, Daniel Chapo, con il 70,7% dei voti. Tuttavia, l’opposizione, guidata da Venâncio Mondlane del partito Podemos, ha contestato i risultati, denunciando brogli elettorali e sostenendo di aver ottenuto il 53% dei consensi.

Nel corso delle successive manifestazioni represse violentemente dalle forze di sicurezza,  almeno 300 manifestanti sono stati uccisi durante gli scontri e centinaia sono stati arrestati. La situazione è ulteriormente degenerata il 23 dicembre 2024, dopo che la Corte Costituzionale  ha convalidato la vittoria del Frelimo..

 

In questo caotico contesto il Paese africano povero ma ricco d igiacimenti di materie prime, il  Daesh ( gli slamisti dell’Isis) ne stanno approfittando per creare un califfato e controllare le risorse.

 

In Mozambico, i musulmani costituiscono circa il 17,9% della popolazione, ma l’infezione terroristica islamista si va diffondendo basandosi su attività criminali quali mi sequestri le rapine e il riciclaggio contrastata da forze africane supportate anche dalla UE.

 

Ricordiamo anche che nel 1923  il governo degli Stati Uniti ha sanzionato società e cittadini sudafricani sospettati di facilitare trasferimenti di fondi a favore dell’Isis. 

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