La Russia non minaccia nessuno con una guerra nucleare. A dirlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un’intervista ad al-Arabiya. Inoltre Mosca non si considera in guerra con la Nato: un tale sviluppo degli eventi aumenterebbe i rischi di un conflitto nucleare, che non può essere consentito, ha aggiunto Lavrov. “Purtroppo”, ha però rimarcato, “c’è la sensazione che la Nato creda di essere in guerra con la Russia”. Poi un avvertimento: “L’Occidente non si aspetti che la Russia chieda perdono e capitoli davanti alle sanzioni”. Mentre sulla questione del gas, ha precisato che la maggioranza dei partner ha accettato di passare allo schema del pagamento in rubli. Il ministro ha anche spiegato che la Russia conosce le rotte dei rifornimenti di armi della Nato all’Ucraina e considera queste armi un obiettivo legittimo quando raggiungono il territorio ucraino. Mentre sull’ingresso della Moldavia nella Nato, Lavrov ha detto: più che dell’ “operazione speciale” di Mosca, “devono preoccuparsi del proprio futuro, perché vengono trascinati dentro la e non credo che questo aumenterà la sicurezza della Moldavia”. Poi un passaggio anche sui negoziati tra la Federazione russa e l’Ucraina sulle garanzie di sicurezza che, a detta del ministro, potrebbero andare avanti in modo significativo, se Kiev fosse un negoziatore “onesto”. “Se fossero negoziatori onesti, se si impegnassero passo dopo passo in ciò che hanno concordato, potremmo fare progressi significativi in questi negoziati e all’Ucraina verrebbero fornite garanzie di sicurezza da un certo numero di Paesi – inizialmente i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania e la Turchia, forse qualcun altro. Noi non avevamo nulla in contrario”. Mosca contesta a Kiev l’aver richiesto, a differenza di quanto stabilito in un primo momento, che le garanzie di sicurezza – condizione per dichiarare il suo status neutrale – si estendano anche alla Crimea e alle regioni dell’Ucraina orientale. La Crimea è stata annessa alla Russia nel 2014 e le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk, in Donbass, sono state riconosciute come indipendenti dal Cremlino. Poi il capo della diplomazia russa ha parlato anche con l’agenzia di stampa cinese Xihua, ed ha parlato di sanzioni contro il suo Paese. La revoca delle sanzioni contro la Russia fa parte dei negoziati di pace tra Mosca e Kiev, che continuano ogni giorno ma sono “difficili”. In precedenza il presidente ucraino, Vlodomyr Zelensky, aveva detto che le sanzioni non potevano far parte dei negoziati. Lavrov ha inoltre affermato che “al momento le delegazioni russa e ucraina stanno discutendo in videoconferenza una bozza di un possibile trattato”.
